Il Re dei boschi: il Cervo volante

In questo periodo, se siamo abituali frequentatori dei boschi, può capitare di imbatterci in uno dei più bei coleotteri della fauna italiana ovvero il Lucanus cervus comunemente chiamato Cervo Volante. L’accostamento al famoso mammifero è chiaramente dovuto alla presenza di queste 2 sproporzionate “corna” che altro non sono che mandibole molto sviluppate che utilizza nei combattimenti durante il periodo riproduttivo. I cervi volanti si trovano spesso sui fusti degli alberi in cui hanno passato lo stadio di larva, fuoriescono dalle cavita e iniziano a salire lungo fusto per poi prendere il volo. In generale sono insetti molto longevi, passano gran parte della loro vita nello stadio larvale all’interno di alberi vecchi o morenti. Lo stadio larvale può durare dai 3 ai 10 anni al contrario dello stadio adulto che dura solamente pochi mesi, giusto il tempo della riproduzione. Un tempo molto comune, oggi invece il cervo volante è da considerarsi una specie prossima alla minaccia a causa della pratica forestali che prevedono l’asportazione dai boschi del legno morto o degli alberi deperenti. Abbiamo parlato dell’importanza del legno morto per gli insetti saproxilici e per la biodiversità in generale in questo post.

Dati di scatto

  • Canon 700D
  • Tokina AT-X 10-17mm f/3.5-4.5 DX Fish-eye
  • Flash Meike MK-MT24
  • Apertura 17mm

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